Teatro degli Accettella
Canto di Natale
Teatro Goldoni -

testo e regia Danilo Conti

con Alessandro Accettella, Antonia D'Amore, Viviana Mancini e Romano Talevi

scenografie e scelte musicali Danilo Conti e Antonella Piroli

 pupazzi Antonia D'Amore

I TEMI AFFRONTATI DAL TESTO: il testo dello spettacolo è tratto dal libro di Charles Dickens con l’intento di rispettarne vicenda, contenuti e atmosfera. Dickens sceglie una narrazione principalmente basata sull'impianto classico della fiaba salvo poi lasciarsi influenzare, a tratti, dallo stile del romanzo gotico e da quella particolare ironia tipica di molti suoi scritti. Canto di Natale, inoltre, è un racconto allegorico, perciò lo stile narrativo si rifà alla tradizione inglese delle moralities, rappresentazioni teatrali di argomento morale o religioso a scopo didattico. Si tratta di un testo che offre molti spunti di approfondimento:

L’avarizia che, vissuta come qualità assoluta della vita, impedisce al protagonista Ebenezer Scrooge di capire il vero valore dei rapporti umani e quindi dell’esistenza. L’egoismo, l’avarizia e la cattiveria sono personificati da Scrooge. Tramite la vita del protagonista Dickens vuole diffondere il messaggio che anche la persona più triste e malevola può avere ripensamenti e modificare il corso della sua vita.

La povertà che, molto presente nell’Inghilterra dell’epoca, (ma anche ai giorni nostri), costringe le persone che ne soffrono, a condurre un’esistenza di privazioni e indigenza. La contrapposizione tra ricchezza e povertà, in un contesto sociale pieno di contraddizioni. L’indifferenza dei ricchi nei confronti delle classi sociali più povere, che è bene evidenziato grazie alla figura di Scrooge e che ricalca la visione che aveva l’autore delle classi sociali benestanti.

L’infermità di cui soffre Tiny Tim, il figlioletto del segretario di Scrooge, che potrebbe essere curata e che invece, a causa dei pochi mezzi economici, potrebbe portare il bimbo morte.

L’amore che soccombe all’avidità quando Scrooge preferisce dedicarsi ad una vita solitaria di speculazioni e accumulo piuttosto che condividerla con Belle, sua fidanzata.

Il Natale visto da due punti di vista differenti: quello gioioso, del calore dato dall'amore e dall'unione, e quello privo di serenità per le persone insensibili come Scrooge. Tipico della fiaba è il finale, tutto positivo, con una morale: chi vive nell’aridità e nell’avidità d’animo ha la possibilità di liberarsi delle catene del materialismo, della mancanza di amore e delle differenze sociali che sono alla base dell'aridità emotiva che pervade e affossa la società moderna. Tutti possono migliorare, modificare il loro atteggiamento e alimentare il proprio spirito con valori nuovi, capaci di risanare i dolori dell’anima. Così il protagonista del “Canto di Natale” riconoscerà i propri errori, l’egoismo che lo ha portato all’isolamento e alla perdita di persone che amava e cercherà di rimediare dando un senso più profondo alla propria vita. Il fantastico che si manifesta nella presenza dello spettro Marley, ex socio di Ebenezer, morto improvvisamente, e in seguito con la visita di tre fantasmi. E qui il fantastico suggerisce almeno due temi di approfondimento: spettro e fantasmi realmente esistenti, accettando una dimensione fantastica del reale, esterni al protagonista e quindi artefici del suo turbamento, della sua riflessione, del suo cambiamento, oppure spettro e fantasmi che dall’immaginazione o dalla stessa coscienza di Scrooge, in una notte di meditazione, e altro non sono che immagini, ricordi, visioni che irrompono a destabilizzare un uomo che si ritrova per la prima volta, delirante, a guardarsi in viso. I fantasmi riguardano il passato, il presente e il futuro di Ebenezer e, senza alcuna pietà o indulgenza, riportano alla luce fatti, atmosfere, persone, ma anche decisioni, scelte, sentimenti.

DICKENS E IL SUO ROMANZO
Charles John Huffam Dickens nasce a Portsmouth il 7 febbraio 1812 e muore a Higham il 9 giugno 1870. Scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico, è noto per le sue prove umoristiche, tra tutte ricordiamo Il circolo Pickwick, e per i suoi romanzi a sfondo sociale, come Oliver Twist, David Copperfield, Tempi difficili, Canto di Natale. Proprio questi ultimi, dopo anni tra giornalismo e impegno sociale, gli garantiranno un certo successo in un’Inghilterra vessata da problematiche profonde da lui conosciute in prima persona. La sua serena infanzia finisce, infatti, nel 1822 quando la sua famiglia, impoverita, si trasferisce a Londra. Circa un anno dopo il padre viene messo in prigione per debiti e per alcuni mesi Charles viene mandato a lavorare in una fabbrica: un trauma destinato a lasciare il segno. A quindici anni, poi, interrotte le scuole, il ragazzo si impegna in un ufficio legale e a diciotto diviene cronista parlamentare. Il legame con il giornalismo sarà poi destinato a durare: Dickens lancerà infatti due fortunati settimanali e su alcuni periodici appariranno mensilmente anche tutti i suoi romanzi. Considerato uno dei maggiori autori inglesi del suo secolo, egli è ritenuto dalla critica il "fondatore" del romanzo sociale, ovvero il romanzo che tratteggia la vita dei ceti sociali economicamente svantaggiati e denuncia situazioni di sopruso e pregiudizio. Il romanzo A Christmas Carol è stato pubblicato nel 1843 ed è uno degli esempi di critica di Dickens alla società vittoriana.

Al personaggio di Ebenezer Scrooge si è ispirato Carl Barks per il suo Paperon de' Paperoni, che infatti ha il nome originale inglese di Scrooge McDuck. Il romanzo è stato oggetto di più adattamenti per il cinema, come: 1983: Canto di Natale di Topolino (Mickey's Christmas Carol), cortometraggio di animazione targato Disney. 1988: S.O.S. fantasmi (Scrooged), in cui fu Bill Murray a portare il racconto sugli schermi in chiave moderna. 1992: Festa in casa Muppet (The Muppet Christmas Carol), di Brian Henson, in cui attori umani sono affiancati da alcuni dei pupazzi animati del Muppet Show. 2009: A Christmas Carol, realizzato in animazione digitalizzata in 3D, con l'ausilio di attori in carne ed ossa. Il ruolo di Ebenezer Scrooge e dei tre fantasmi è interpretato da Jim Carrey.

Fascia d’età: 11 - 14 anni
Durata: 55 minuti
Tecnica utilizzata: teatro d’attore e di figura

Calendario spettacoli

martedì 5 dicembre ore 09:45
mercoledì 6 dicembre ore 09:45

Teatro Goldoni

Piazza della Libertà, 18
48012 Bagnacavallo (RA)
0545.64330
teatrogoldoni@accademiaperduta.it

Prenotazioni telefoniche al numero 0545 64330.

Biglietti: 5 euro.