Factory Compagnia Transadriatica - TIR Danza
Diario di un brutto anatroccolo
Teatro Goldoni - martedì 26 e mercoledì 27 marzo

con Ilaria Carlucci, Fabio Tinella, Luca Pastore, Francesca De Pasquale

collaborazione al movimento coreografico Annamaria De Filippi

musiche originali di Paolo Coletta

drammaturgia e regia di Tonio De Nitto

 

 

Diario di un brutto anatroccolo coniuga il teatro e la danza a partire da un classico per l’infanzia di Andersen. Uno spettacolo attraverso il quale Factory, dopo una “Cenerentola" lontana dagli stereotipi e la Caterina protagonista scomoda e non allineata de “La bisbetica domata" di Shakespeare, continua l’indagine sul tema della diversità/identità e dell’integrazione attraverso un linguaggio semplice ed evocativo. Un anatroccolo oltre Andersen che usa la fiaba come pretesto per raccontare una sorta di diario di un piccolo cigno, creduto anatroccolo, che attraversa varie tappe della vita come quelle raccontate nella storia originale, e compie un vero viaggio di formazione alla ricerca di se stesso e del proprio posto nel mondo e alla scoperta della diversità come elemento qualificante e prezioso. La nascita e il rifiuto da parte della famiglia, la scuola e il bullismo, il mondo del lavoro, l’amore che arriva inatteso e che presto può scomparire anche per cause esterne non riconducibili a noi, la caccia e poi la guerra come orrore inspiegabile agli occhi di chiunque, tappe di un mondo ostile, forse, ma che resterà tale solo sino a quando il nostro “anatroccolo” non sarà in grado di guardarsi negli occhi e accettarsi così come è, proprio come accade al piccolo anatroccolo della fiaba di Andersen che specchiandosi nel lago scopre la propria vera identità. Non bisogna nascondere le cicatrici accumulate nella vita, perché possono e devono invece diventare il nostro tesoro. In “Diario di un brutto anatroccolo” si gioca con leggerezza e creatività a trasformare piccoli elementi contemporanei per evocare ogni singola situazione della fiaba, attraverso le musiche originali composte da Paolo Coletta che reinterpreta Tchaikovsky.

 

Note di regia - Tonio De Nitto

Per realizzare questa idea ho capito che non potevo servirmi di un interprete qualunque, di qualcuno che non ha imparato giorno dopo giorno ad accogliere queste ferite, a rielaborarle e restituircele con il sorriso e la poesia di un essere speciale. Ho pensato allora di voler un interprete diverso per questo ruolo e sono andato alla ricerca di un cigno, non di un brutto anatroccolo. Ho chiesto ad alcuni amici delle scuole di danza se avevano in mente qualche allievo “speciale” disposto a fare un’esperienza del genere con noi e un giorno parlando con Paola Martino, del Centro per l’Integrazione dell’Università del Salento, facendomi il nome di Francesca mi ha detto che da anni faceva danza e che sicuramente sarebbe stata la persona giusta da interpellare tramite i suoi genitori. Così è stato, le abbiamo fatto un provino durato tre giorni di lavoro con il gruppo che già aveva imbastito con me alcune scene ed abbiamo capito vedendo Francesca ballare completamente rapita al suono del lago dei cigni di Tchaikovskj, che avevamo tra le mani la persona giusta forse. Poi dai suoi genitori abbiamo saputo che Francesca passa diverse ore del pomeriggio chiusa nella sua stanza con lo stereo acceso a ballare… quindi era lei! Penso che questo progetto possa raccontare un incontro speciale e possa far capire che le ferite che accumuliamo nella vita non sono qualcosa che ci deve spegnere, ma ci devono offrire la possibilità, lo scarto in più di reagire e far uscire da ognuno di noi il cigno che siamo, la bellezza che abbiamo dentro, la capacità di guardare il mondo, di sognare di cambiarlo, che nessuno può toglierci. Francesca è un cigno e la sua presenza è fondamentale perché dà il senso a tutto il lavoro, il suo corpo parla senza timidezza, la sua voglia di ballare esplode tanto da riempire la scena e non poterla trattenere. Mi aspetto che questo lavoro possa pian piano aiutarla anche a sconvolgerle tutte le piccole abitudini/manie che ha collezionato negli anni, perché il suo ruolo da ballerina professionista se lo deve guadagnare anche con la disciplina e le rinunce così come tutti gli altri.

 

Fascia d’età: 7 - 10 anni
Durata: 50 minuti circa
Tecnica utilizzata: teatro danza

Calendario spettacoli

martedì 26 marzo ore 09:45
mercoledì 27 marzo ore 09:45

Teatro Goldoni

Piazza della Libertà, 18
48012 Bagnacavallo (RA)
0545.64330
teatrogoldoni@accademiaperduta.it

Prenotazioni telefoniche: 0545 64330

Biglietti: 5 €