'Il Misantropo' in tour

Dopo il debutto al Teatro Paisiello di Lecce, IL MISANTROPO di Molière per la regia di Tonio De Nitto, nuova co-produzione di Factory Compagnia Transadriatica e Accademia Perduta/Romagna Teatri, prosegue il suo tour!

Le prossime date:
Martedì 6 febbraio ore 21 al Teatro Comunale di Mesagne (BR)
Mercoledì 7 febbraio ore 21 alla Sala Margherita di Putignano (BA)
Venerdì 9 febbraio ore 21 al Teatro "Lucio Dalla" di Manfredonia (FG)
Venerdì 16 febbraio ore 21 al Teatro Rossini di Gioia del Colle (BA)
Mercoledì 21 e giovedì 22 febbraio ore 21 al Teatro Tatà di Taranto
Venerdì 23 febbraio ore 21 al Teatro Multiplex di Taviano (LE)

Pubblicata, dalle prime rappresentazioni al Teatro Paisiello di Lecce, la prima recensione dello spettacolo, scritta da Mario Bianchi e uscita su Krapp's Last Post (clicca qui per leggerla)!

All'interno della sterminata (e un po' invecchiata) produzione comica di Molière c'è un testo che non ha paura dei secoli che passano e che, pur con un livore comico strepitoso, assomiglia alla sua tragedia personale e – al tempo stesso – al nostro mondo contemporaneo, alla nostra misera Italietta marcia, putrefatta e vittima degli stessi nemici di Molière: ipocriti, approfittatori, nepotisti lobbisti, venduti, comprati e corrotti.
Questo capolavoro fuori dal tempo è “Il Misantropo”, storia così tragica da diventar ridicola. 

Dopo le esplorazioni shakespeariane De Nitto si avvicina a Molière e prova a raccontare la società in cui viviamo e che, stranamente, non sembra molto diversa da allora. "Il Misantropo" - quanto mai attuale - è un testo che tra tanta civetteria, convenzioni e barocchismi dorati, si stringe come un nodo alla gola e sembra il ritratto perfetto del momento che stiamo vivendo: la disillusione verso un mondo non meritocratico, dove la soluzione è sempre nel compromesso e spesso nella totale evasione dalla legalità, dove la menzogna trova strade più facili e tollerabili della verità.

Sentirsi un extraterrestre perché non allineato, uno stupido perché onesto, un reietto perché non interessato al clamore del mondo, un algido, un cinico, un fissato, un inquieto, l’attore di un vecchio teatrino démodé. Alceste non respinge ma è respinto da una società in cui non si riconosce, da un amore incapace di scegliere, da processi in cui è chiamato in ballo senza alcun motivo: non uno contro tutti, ma tutti contro uno.

Factory prosegue con "Il Misantropo" il particolare racconto degli ultimi intrapreso nelle precedenti creazioni - siano essi bisbetici, anatroccoli o misantropi appunto - e lo fa con una compagnia d’attori con cui in questi anni ha costruito un percorso con generosità, talento, rigore, utopie, disillusioni, portando i propri spettacoli in giro su palcoscenici e festival di tutta Italia.


Il Misantropo
di Molière

traduzione e adattamento di Francesco Niccolini

regia di Tonio De Nitto

con Sara Bevilacqua, Dario Cadei, Ilaria Carlucci, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Franco Ferrante, Luca Pastore, Fabio Tinella.

Musiche originali Paolo Coletta

produzione 
Factory Compagnia Transadriatica 
Accademia Perduta/Romagna Teatri