Maria Paiato
Stabat Mater
Teatro Masini - domenica 11 febbraio 2018

PRIMA NAZIONALE

di Antonio Tarantino

regia di Giuseppe Marini

una produzione Società per Attori

Lo Stabat Mater (dal latino Stava la madre) è una preghiera del XIII secolo attribuita a Jacopone da Todi che ha nutrito poi l’interesse di molti compositori, basti pensare a Monteverdi, Scarlatti Pergolesi, Rossini. Antonio Tarantino ne prende a prestito il nome, la figura della Madre e la tematica del dolore, nutrendo poi il testo con le ombre del proprio immaginario.

La Madre è la figura chiave attraverso cui veniamo introdotti agli accadimenti. Per l’autore si trattava di rendere attuale e imbrigliare una figura epica come la Madre del Cristo, per trasferirla sulle rive della realtà e del tempo presente.

La Madre di Tarantino è una ragazza madre-prostituta. Il padre di quel figlio che lei attende è sposato con un’altra. Il figlio che è stato generato, sul quale riponeva grandi speranze, viene arrestato in quanto terrorista. Entrano in scena altri personaggi: la Signora Trabucco, funzionaria dell’Assistenza Sociale; Don Aldo, prete eppure uomo, soggetto ancora alle reazioni perdutamente umane (una dicotomia sacro-profano); il Dottor Ponzio (Ponzio Pilato), che è il fautore dell’arresto del figlio ed il Dottor Caraffa (Caifa), colui che imprigiona e condanna il figlio.

Oratorio per voce solo, recita il sottotitolo del testo: è la Madre, sola in scena, che si strugge d’attesa, sia di avere notizie del figlio (si scoprirà solo alla fine che è morto) che della figura di quel padre generante, figura dissoluta e traditrice (è povero in canna, sposato con un’altra donna, ubriacone), figura infingarda, desolante per miseria, come lo sono tutti i personaggi “convocati”, che resta assente.

Lo Stabat Mater di Tarantino mischia l’italiano con sporcature dialettali/gergali, frantuma la lingua, ne crea una pastura da gettare in bocca ai propri personaggi: è la lingua dei reietti, lo slang dei diseredati. La formazione culturale di questa Madre è nulla. Ciò che sa è ciò che ha imparato vivendo, annaspando nella demenza dell’abbrutimento popolare di una categoria sociale derelitta, ammaliata dalla televisione, sogno di riscatto, beni di consumo o marche non accessibili se non tramite imitazioni, slogan pubblicitari, parlata di periferia, turpiloquio, consumo del sesso rabbioso e promiscuo, a tratti degenerante. È tramite i beni, il desiderio e i personaggi di cui convoca le presenze che proprio lei, la Madre, riconosce sé stessa, rappresenta sé stessa e attesta la propria storia che dolorosamente sfocia nel comico. La sua voce si dissocia e diviene più personaggi alternando un dizionario figurativo dove c’è tutto: il rispetto ringhiante ma ossequioso per l’autorità, l’irraggiungibilità della certezza, il labirintico procedere nella memoria, la negazione, la nevrosi in cui la Madre è inghiottita e che sovverte la realtà.

Sul degrado, sull’ignobile miseria regna però, resiste e vince, la figura convocata tramite il titolo della preghiera che è la tematica generante dello Stabat Mater di Tarantino: la figura della Madre. Per quanto possa essere sofferente e posta ai piedi di una Croce immersa nella periferia popolare, resta sopra qualunque perdita, anche quella della propria dignità.

Calendario spettacoli

domenica 11 febbraio ore 21:00

Teatro Masini

Piazza Nenni, 3
48018 Faenza (RA)
0546 21306
teatromasini@accademiaperduta.it

Prevendita
sabato 27 gennaio e sabato 10 febbraio dalle ore 10 alle ore 13 presso la Biglietteria del Teatro Masini. 
Nella sera di spettacolo la Biglietteria aprirà alle ore 20.

Prenotazioni telefoniche (tel. 0546 21306):
da lunedì 29 gennaio ottobre dalle ore 10 alle ore 13 (festivi esclusi).
Non si accettano prenotazioni telefoniche negli orari di apertura serale della Biglietteria.
In caso di esaurimento dei posti, non si effettuerà la prevendita diurna di sabato 10 febbraio. 

Vendita online
da domenica 15 ottobre. L’acquisto online dei biglietti è possibile fino a due ore prima dell’orario di rappresentazione, salvo l’esaurimento dei posti al momento delle prevendite e delle prenotazioni telefoniche o per diverse disposizioni della Direzione del Teatro. 

NB: i biglietti prenotati telefonicamente e le ricevute della vendita on-line dovranno essere permutati con il regolare biglietto SIAE entro 30 minuti dall’orario di inizio dello spettacolo. 

Prezzi:

Primo settore (Platea, Palchi di I e II ordine, Palchi di III ordine centrali)

Intero  € 25 / 21*
Adulti over 65    € 23 / 20*
Giovani 13 - 27     € 21 / 18*
Bambini 3 - 12  € 13 / 11*

Secondo settore (Palchi di III ordine laterali e di IV ordine)

Intero € 20 / 17*
Adulti over 65   € 18 / 16*
Giovani 13 - 27     € 16 / 14*
Bambini 3 - 12  € 13 / 11*

Loggione

Settore unico € 14 / 12*

*Prezzi scontati per titolari di Abbonamenti alla Stagione 2017/2018 del Teatro Masini e per insegnanti possessori di Carta DOC.
Ai possessori di YoungER Card saranno applicate le tariffe "Giovani".

Il costo del servizio prevendita/prenotazione è di € 1 per ogni biglietto acquistato/prenotato.
Sul prezzo dei biglietti acquistati online, sarà applicata un’ulteriore maggiorazione da parte del fornitore del servizio (Vivaticket - tel: 0545 915000). 

AVVERTENZE GENERALI: 
la Direzione del Teatro si riserva di apportare modifiche che cause di forza maggiore imporranno. 
Per alcuni spettacoli potrà esserci l’eventualità di non garantire la medesima disposizione di posti acquistata a causa di particolari esigenze di allestimento richiedenti modifiche all’assetto del Teatro stesso.