Sogni, incubi, giochi di parole, personaggi che non esistono, il tempo che scorre all’indietro, non compleanni, regine capricciose, muri che si possono attraversare, uova parlanti, conigli fifoni, gatti sornioni e cappellai inevitabilmente matti: questo e molto altro è la nostra Alice, uno dei personaggi più ricchi di fantasia e poesia della storia della letteratura mondiale.
Alice inquieta e diverte, commuove e fa battere i piedi di sana rabbia infantile. Quando Lewis Carroll pubblicò “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” fece molto scalpore: impossibile inserire questo capolavoro nelle categorie preesistenti. Impossibile tuttora. È un libro di travolgente anarchia, dove tutte le regole saltano e ci si diverte, si soffre e ci si innamora in un mondo alla rovescia: l’autorità è dispotica, capricciosa e intollerante, le istituzioni sono incomprensibili e ingiuste, gli insegnamenti tradizionali sono messi in ridicolo, dove le poesie edificanti, quelle che ti fanno imparare a memoria a scuola, sono ridotte a non senso. E come se tutto ciò non bastasse, il suo autore, Lewis Carroll, non esiste: è un nome di fantasia, perché “Alice” è il regno della fantasia.
Lewis Carroll è lo pseudonimo che copre l’identità del reverendo Charles Lutwidge Dodgson, matematico e balbuziente, nonché fotografo eccezionale, dalla vita complessa e dai molti rimpianti: ebbe moltissimi fratelli più piccoli che dovette imparare a far crescere, divenne prete, fotografo e matematico, visse amori irraggiungibili, e soffrì più di chiunque altro l’inarrestabilità dell’infanzia: nel senso che non puoi smettere di crescere e diventare grande.
Alice è un magnifico romanzo che ci riconcilia con la disgrazia più irrimediabile della vita: non essere mai adulti e non poter restare per sempre bambini. Come mettere in scena questo capolavoro? Come porgerlo, centosessanta anni dopo, a un nuovo pubblico? Quale mondo alla rovescia può contaminare i nostri bambini e i bambini che dormono in noi? Questa è una traduzione tutt’altro che letterale del testo di Carroll: nuovi nonsense, nuove vene di follia e di divertimento, vecchi personaggi e nuove meraviglie riempiono questa Alice nel paese dei pazzi. Musica, colori, sorprese, magie e un piccolo esercito di folli squilibrati per affrontare il grande enigma: se diventare adulti è inevitabile, come salvare la poesia, la meraviglia e la felicità della fanciullezza?
Età: 8+ – Durata: 50’
Teatro d’attore

