L’Odissea è il grande poema del ritorno e dello smarrimento, del viaggio che si prolunga oltre ogni previsione e che diventa destino. Al centro c’è Ulisse, l’eroe astuto e fragile, uomo di ingegno e di desiderio, che incarna l’eterno conflitto tra la nostalgia di casa e l’irrefrenabile spinta verso l’ignoto; è insieme guerriero e narratore, viaggiatore e sognatore, marito, padre e amante: un archetipo che parla ancora oggi alla nostra inquietudine. Davanti alla corte dei Feaci, ripercorre le tappe del suo viaggio, iniziato alla fine della guerra di Troia e durato più di vent’anni.
Raccontare questa storia ai bambini e ai ragazzi significa consegnargli un grande specchio in cui riconoscere la propria irrequietezza. Ulisse è un uomo combattuto: vuole tornare a casa, da sua moglie e suo figlio, ma vuole anche arrivare dove nessuno è mai arrivato prima, vedere e ascoltare ciò che nessuno ha mai potuto prima. È come tutti quanti noi, divisi tra il bisogno di sicurezza e il desiderio di stupirci, tra la tranquillità del conosciuto e la grandiosità dell’ignoto. La scena sembra il ponte di una nave, con cavi e casse a definire gli spazi, abitato da strumenti sonori unici, costruiti assemblando oggetti di uso comune in forme inattese.
Una narrazione intima e collettiva, in cui gli strumenti sonori evocano i personaggi della storia; la loro artigianalità richiama alla mente l’ingegnosità di Ulisse, capace di trasformarsi e trasformare la realtà attorno e dentro di sé.
Teatro di narrazione e d’oggetti
Età: 7+ – Durata: 60’

