Flavio Insinna - Giulia Fiume

Gente di facili costumi

di Nino Marino e Nino Manfredi

scene Luigi Ferrigno
costumi Giuseppina Maurizi
musiche Paolo Vivaldi
disegno luci Antonio Molinaro

regia di Luca Manfredi

produzione La Pirandelliana

Andato in scena per la prima volta nel 1988, con lo stesso Nino Manfredi nei panni del protagonista, questo testo è considerato ancora oggi uno dei più eclatanti apparso sulle scene teatrali italiane negli ultimi decenni. Protagonisti della pièce sono Anna, nome d’arte sul lavoro “Principessa”, una prostituta che sogna di diventare “giostraia”, che rincasa tardi la notte, disordinata e rumorosa che, ovviamente, disturba l’inquilino del piano di sotto, che soffre d’insonnia. E Ugo, un intellettuale che vivacchia scrivendo per la tv e per il cinema, l’inquilino del piano di sotto, che sogna di fare un film d’arte e avrebbe bisogno di un po’ di tranquillità per concentrarsi. Ma che ovviamente non riesce a dormire né a lavorare a causa di Anna.

La vicenda prende il via la notte in cui Ugo sale al piano di sopra per lamentarsi con la coinquilina rumorosa e lei, per la confusione, lascia aperto il rubinetto dell’acqua della vasca allagando irrimediabilmente l’appartamento di lui. Ugo sarà costretto quindi, anche a causa di uno sfratto, a trovare rifugio dalla “Principessa”.

Con questa convivenza forzata inizia un confronto/scontro costellato di incidenti e incomprensioni, ma anche un curioso sodalizio, dove ciascuno dà all’altro ciò che ha. Le reciproche posizioni vanno mano a mano ammorbidendosi perché diventa chiaro che ad incontrarsi non sono solo due vite agli antipodi, ma soprattutto due sogni all’apparenza irrealizzabili.
Dal confronto tra Anna e Ugo nasce un turbine di disastri, malintesi, ilarità e malinconie pienamente in sintonia con l’immagine che il loro autore, Nino Manfredi, ha lasciato nel ricordo di ognuno di noi.

Ecco come Manfredi presentava la sua pièce: “Gente di facili costumi è una commedia che sviluppa, in maniera paradossale, un fondamentale problema etico. In una società come la nostra, dove tutto si avvilisce e si corrompe, che valore hanno ancora l’onestà, la dignità, il rispetto dei più profondi valori umani? Lo sport […] diventa sempre più truffa e violenza. Gli ideali politici […] difendono gli interessi più strettamente privati. La creatività e la fantasia sono messi al servizio dell’imbonimento pubblicitario […]. Senza continuare a fare altri esempi, è evidente che viviamo in una società in cui i valori più elevati vengono svenduti e liquidati, perché il bello, il buono e il vero sono asserviti all’utile”.

venerdì 20 Febbraio 2026 ore 21:00
sabato 21 Febbraio 2026 ore 21:00

I SETTORE: 28 € (Platea, Palchi di I ordine, Palchi di II e III ordine centrali)

II SETTORE: 26 € (Palchi di II e III ordine laterali)

LOGGIONE: 18 €

PREVENDITE BIGLIETTI: sabato 11 ottobre dalle ore 10 alle ore 13 e da giovedì 19 febbraio dalle ore 10 alle ore 13.
Nelle sere di spettacolo la Biglietteria aprirà alle ore 20.

PRENOTAZIONI TELEFONICHE (0545 64330): da giovedì 19 febbraio dalle ore 11 alle ore 13.
I biglietti prenotati telefonicamente dovranno essere ritirati nelle sere di spettacolo tra le ore 20 e le ore 20.30.

BIGLIETTI ONLINE (Vivaticket): da domenica 12 ottobre.

Ai biglietti acquistati in prevendita o prenotati telefonicamente sarà applicato un diritto di prevendita di 1 euro.
Tale diritto decade durante la vendita serale pre-spettacolo.
Ai biglietti acquistati online sarà applicata una maggiorazione da parte del fornitore del servizio (Vivaticket).

Cambio turno da giovedì 19 febbraio al numero 0545 64330 dalle ore 11 alle ore 13.
Il servizio di cambio turno ha un costo di 3 € per ogni spostamento.

AVVERTENZE GENERALI: la Direzione del Teatro si riserva di apportare modifiche che cause di forza maggiore imporranno. Le date degli spettacoli sono definitive al momento dell’uscita di questo programma salvo variazioni non dovute alla volontà della Direzione stessa: in tal caso ne verrà data comunicazione riportando le correzioni in forma telematica o a mezzo stampa (oltre che nelle bacheche del Teatro).