Lucilla Giagnoni affronta la storia della tragica vita della strega di Zardino raccontata da Sebastiano Vassalli nel romanzo La chimera.
“La chimera è una storia perfetta per un narratore, ricca di personaggi vividi, ciascuno con un proprio sguardo, una propria voce. È una sinfonia, un affresco che ci parla di un tempo, la fine del ‘500, in un’Europa devastata dai conflitti ideologici e armati, di un’Italia sede di quel potere politico e spirituale che darà via alla Controriforma; di un paesaggio padano, quel nulla pieno di vapori della pianura di risaia fatto di nebbie che quasi non esistono più per via del riscaldamento globale e di una protagonista, Antonia, una giovane donna dallo sguardo libero e fuori da ogni schema. La straordinarietà di questo racconto è di avere il potere di rinnovarsi continuamente, di prendere nuova vita alla luce di ciò che succede di volta in volta nel tempo presente: è ciò che accade per quei capolavori che chiamiamo ‘classici’. Sono una narratrice: questo racconto epico è per me come una galoppata per un cavallo.
11 settembre 2001. La Storia prende un’impennata improvvisa: dopo secoli si torna ad uccidere in nome di Dio. È in quel momento che affronto per la prima volta il romanzo de La chimera. Il racconto, ambientato nel tempo dei processi dell’Inquisizione, è il quello vivo e universale delle ferite lasciate da ogni fondamentalismo nella Storia. Dopo l’11 settembre il mondo è andato velocissimo: guerre, crisi economiche, senso della fine, inferno. Con i tempi che continuano a galoppare. Oggi, in mezzo alla smania di distruzione, emergono nuovi fondamentalismi, fanatismi e divisioni che portano a sempre nuove e inaudite perdite di diritti e dignità. Quale sarà il futuro delle donne? Non si può non pensare alle sorelle afgane che abbiamo abbandonate al loro destino, alle sorelle iraniane vittime di un potere teocratico che le uccide per un ciuffo di capelli fuori dal velo, e a tutte le donne nel mondo sempre le prime a pagare per ogni tensione e conflitto, vittime di tutto e tutto insieme. Oggi si spalanca davanti a noi la prospettiva tragica di un mondo dove le donne abbiano meno possibilità di avere voce. Che cosa sta succedendo?
Il racconto di Chimera è la voce viva di Antonia, il grido di una donna che, cercando di fuggire dall’inferno, ci è finita dentro: una storia potente e insieme bella, molto bella, troppo, per non continuare a raccontarla.”
(Lucilla Giagnoni)

