Paolo Cevoli
Paolo Cevoli Show
Arena Stadio dei Pini -

Lo spettacolo proposto dal celebre comico romagnolo trae spunto dal suo vasto repertorio di esperienze teatrali, televisive e cinematografiche, oltre che dai libri che ha pubblicato.

Un vero e proprio one man show in cui, senza soluzione di continuità, i ricordi del Cevoli bambino a Riccione, della sua famiglia di albergatori, e della sua adolescenza si alternano alla più stretta attualità di ciò che tutta l’Italia ha vissuto durante i mesi primaverili dell’emergenza sanitaria.

Due ore di battute “a raffica” in cui si pone l’accento su vizi e virtù del romagnolo medio, sulla buona tavola della nostra terra e sulla netta superiorità delle donne, delle “azdore”, rispetto all’uomo, superiorità che va avanti fin dai tempi di Adamo ed Eva!

Cenni biografici
“Ho cominciato a fare il comico per caso. Quelli di Zelig li conosco da tanti anni. Mi avevano chiamato diverse volte a fare della tv. A causa del mio lavoro, la famiglia e tante altre cosine gli ho sempre detto di no. Però, poi, sono andato a Zelig. Non avevo mai fatto una serata di cabaret in locali o teatri. A differenza della maggior parte dei comici non ho mai fatto la gavetta. Ho debuttato a Zelig. Dicono che sono un comico ‘naturale’. Non mi preparo, improvviso. La mia comicità nasce dall’osservazione. Da quello che ho vissuto. Per fortuna ho incontrato dei ‘maestri’ che hanno saputo valorizzare le mie doti. Gino e Michele e Giancarlo. Per fortuna che ho incontrato Bisio che mi ha fatto da spalla. La spalla è uno che sa massimizzare le capacità di fare ridere del comico. È al servizio.”

“Secondo me la comicità nasce da un rapporto. Meglio se di amicizia. Adesso faccio il comico a tempo pieno. Dopo la televisione ho scritto due romanzi comici. Non avevo mai scritto in vita mia. Mi piace molto scrivere. Soprattutto raccontare delle storie. Adesso faccio anche teatro. Non avevo mai recitato in vita mia. Mi piace molto il teatro. Si possono raccontare delle belle storie. Insomma il comico è un mestiere. Bisogna leggere, studiare, prepararsi. Secondo me la comicità si sviluppa in un lavoro. Come diceva uno (Edison), il lavoro dell’artista è per l’1% ispirazione e per il 99% traspirazione!”

“Non lo so perché una battuta fa ridere e un’altra no. Non lo so perché la barzelletta raccontata da uno fa ridere e da un altro no. Per me rimane un mistero. Se ci fossero delle regole sarebbero capaci tutti. Ci sono molti modi di ridere. Si può ridere con la testa, con la pancia, col cuore. Per me la comicità nasce dalla realtà. Da uno sguardo positivo sulla realtà. Checché se ne dica, la realtà è positiva. Innanzitutto perché c’è. Anche io ci sono. E questo non è poco. Lo stupore, la gioia e la gratitudine dell’essere.”

Arena Stadio dei Pini

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