Prima Nazionale
27 ottobre 2026
Cervia (RA), Teatro Comunale Walter Chiari
Dialoghi con Mia Madre è un progetto teatrale che affronta, con gli strumenti della commedia contemporanea, uno dei temi più urgenti e trasversali della società europea: il rapporto tra le generazioni e la gestione della vecchiaia all’interno della famiglia.
Il testo nasce dall’omonimo film argentino di successo scritto e diretto da Santiago Carlos Oves, vincitore di numerosi premi internazionali, successivamente trasformato in progetto teatrale da Jordi Gàlceran, riconosciuto autore catalano, che ha costruito un testo capace di coniugare profondità emotiva e costruzione narrativa con leggerezza e ironia.
Al centro della vicenda vi è il confronto tra una madre anziana e il figlio cinquantenne, improvvisamente costretto a ridefinire il proprio ruolo familiare tra responsabilità economiche, senso di colpa, fragilità affettive e necessità pratiche. L’equilibrio già precario viene ulteriormente destabilizzato quando la madre rivendica con forza il proprio diritto alla libertà, all’autonomia e persino all’amore.
La scrittura alterna leggerezza e tensione drammatica, costruendo un continuo gioco di ribaltamenti che coinvolgono lo spettatore sul piano emotivo e umano. Piccoli e grandi drammi affrontati con un linguaggio profondo e leggero capace di farci sorridere e ridere per le situazioni imprevedibili che si vengono a creare.
Tematiche e contesto
Il progetto si inserisce all’interno di una riflessione contemporanea sull’invecchiamento della popolazione e sulle trasformazioni della struttura familiare. La domanda implicita che attraversa l’intera pièce riguarda il “dove mettere” la persona anziana in una società sempre più veloce, individualista e fragile dal punto di vista relazionale
ed economico.
La vicenda mette in luce questioni profondamente attuali e tangibili, come le difficoltà a conciliare il lavoro con la cura in ambito familiare, il ruolo del caregiver, l’impatto economico della gestione di persone anziane all’interno del nucleo familiare, il ribaltamento dei ruoli nel rapporto genitori-figli, il conflitto tra affetto e senso del dovere, il diritto delle persone anziane ad essere considerate ancora parte della società anche se viene meno la loro funzione produttiva, dunque l’attenzione al desiderio e alla progettualità. Attraverso il linguaggio della commedia, il testo rende accessibili temi complessi e universali, offrendo al pubblico occasioni di riconoscimento, riflessione e partecipazione emotiva.
Regia
La regia di Beppe Rosso valorizza la natura dinamica e cinematografica della drammaturgia, costruita su dialoghi serrati, tensioni improvvise e continui svelamenti. Elemento centrale della messinscena è la presenza “invisibile” degli altri personaggi evocati nel testo — la moglie, i figli, il nuovo compagno della madre — figure che, pur non apparendo fisicamente, agiscono costantemente sulle dinamiche sceniche come presenze ingombranti e determinanti.
Il gruppo artistico
Dialoghi con mia madre riunisce artisti provenienti da esperienze significative del teatro contemporaneo italiano. L’incontro tra Laura Curino e Beppe Rosso rappresenta anche il ritrovarsi di un percorso comune nato nell’esperienza storica di Laboratorio Teatro Settimo, realtà che ha profondamente segnato il teatro in Italia. L’apporto scenografico di Lucio Diana costruisce un ambiente visivo capace di sostenere il ritmo della commedia e la dimensione simbolica della vicenda, mentre i costumi di Agostino Porchietto accompagnano il lavoro di definizione psicologica dei personaggi in una chiave sobria e contemporanea.

