Pantakin da Venezia

Codice Pin : occhio

Un burattino venuto dal futuro

con Matteo Campagnol e Irene Silvestri

drammaturgia Marco Mattiazzo

regia Emanuele Pasqualini

E se la favola di Pinocchio incontrasse l’intelligenza artificiale? Cosa succederebbe se la fiaba di Pinocchio fosse intrisa dei concetti contemporanei di intelligenza artificiale, robotica e nuove tecnologie? Se Pinocchio, ormai adulto e un tempo burattino, si trovasse prigioniero della tecnologia e dei social media, e decidesse di costruire un altro sé: un robot? In un mondo dominato dall’intelligenza artificiale, il nostro Pinocchio si avventura in un percorso di sviluppo e consapevolezza. Cerca di evitare il phishing del Gatto e della Volpe, la corsa alle visualizzazioni del tiktoker Mangiafuoco, l’hikikomori Lucignolo con il suo visore di realtà virtuale. Cerca di ascoltare i buoni consigli della Fatina Norton, evitando di finire nel ventre del pescecane più insidioso: il Deep Web. Riuscirà Pinocchio adulto a ritrovare la sua umanità? Pinocchio è, notoriamente, una fiaba sull’evoluzione: un burattino che diventa bambino. È la storia di chi lascia la casa del padre per cercare sé stesso, un vero e proprio percorso iniziatico. Anche il nostro Pinocchio-Robot parte per un viaggio che ricalca molte tappe dell’originale di Collodi, ma rivisitate e adattate alle insidie, tentazioni e illusioni dei nostri giorni, frutti del progresso tecnologico e, soprattutto, del mondo ammaliante e dilagante dei social. Pinocchio è anche la storia di un burattino-bambino che non vuole crescere. Nel nostro caso, è un robot che rifiuta gli aggiornamenti. Oggi la tecnologia è un tema centrale, al cuore di molte discussioni in ambito pedagogico. A scuola e in famiglia, una delle sfide principali è come integrare in modo sano gli strumenti tecnologici, rendendoli risorsa educativa e non fonte di distrazione o impoverimento mentale. Attraverso il gioco del teatro, unito agli strumenti offerti dalla tecnologia — come la robotica e il video — offriamo agli spettatori una panoramica dei pericoli legati al mondo digitale: la dipendenza dagli assistenti vocali, dai videogiochi, dai truffatori online sempre più subdoli e privi di scrupoli.

Così, nella nostra storia:

-La Fata Turchina diventa la Fatina Norton, un antivirus;

-Il Gatto e la Volpe sono due truffatori mascherati, specialisti delle frodi online;

-La balena è sostituita dal Deep Web, un luogo oscuro da cui è difficile uscire.

Infine, la figura del Grillo Parlante — la coscienza di Pinocchio — è affidata al pubblico, che diventa protagonista, chiamato a interagire con i personaggi della storia nel ruolo di assistente digitale e intelligenza artificiale. Un modo semplice e coinvolgente per far comprendere che l’intelligenza artificiale è, in fondo, una creazione collettiva. In questo universo virtuale, Pinocchio adulto insegue il suo alter ego robotico, rivivendo le avventure del passato e, passo dopo passo, riscoprendo il suo posto nel mondo come essere umano consapevole. Seguendo la strada giusta ed evitando le tentazioni di personaggi che lo allontanano da sé stesso, Pinocchio si emancipa, diventando un esempio per chi ascolta la sua storia: un modello per non perdersi nel bosco tecnologico contemporaneo.

Temi di riflessione e approfondimento
vantaggi e svantaggi dell’intelligenza artificiale, i pericoli del web, la dipendenza da videogiochi,
l’utilizzo degli assistenti digitali e la dipendenza dai loro servizi, il bullismo on line.

Fascia d’età: 9 – 12 anni
Durata: 50 minuti
Tecnica utilizzata: teatro d’attore e videoproiezioni

mercoledì 29 Aprile 2026 ore 10:00

Informazioni e prenotazioni: 0546 22464
teatroscuola@accademiaperduta.it

Biglietti: 5 euro