Elena, la donna più bella del mondo. La personificazione della bellezza. L’essenza del desiderio e dell’illusione d’amore. Elena, il cui nome in greco vuol dire soggiogamento, cattura, seduzione.
Forse fu partorita da Nemesi, la giustizia, per vendicare l’atto di violenza che la generò. In bilico per tutta la vita tra condanna e redenzione, divina e terrigna, dea e puttana, la bellezza di cui è incarnazione è al tempo stesso dono e maledizione. Elena, sulla bocca di tutti. Dalla nascita, il suo destino è essere un prodigio.
Di Elena proveremo a ricostruire la biografia, quella concatenazione di eventi che ha portato il personaggio a essere quello che è, oltre a quello che di lei hanno detto in tanti, in troppi. Tutti coloro che di lei hanno provato a dare una lettura, un’interpretazione, un giudizio che si è tradotto nell’attribuzione di una colpa o di una grazia. Perché Elena divide, non lascia indifferente. Incontrarla è un fatto. Rappresenta un evento, capace di scatenare una guerra, dentro e fuori di noi. Il mito non si esaurisce: ogni epoca lo attraversa e ne viene attraversata, ritrova in Elena uno specchio in cui misurare le proprie ossessioni, le proprie paure, i propri desideri.
Elena costantemente sotto giudizio, sotto processo. Per lei sono stati scritti poemi, tragedie, della sua bellezza trattati, appassionati encomi, contro di lei violente requisitorie, accuse pubbliche. La bellezza non è mai neutra: genera attrazione e repulsione, ammirazione e condanna, senza che chi la osserva possa restarne davvero al riparo. Nel tentativo di rintracciarne l’essenza, l’identità, la sensazione che si ha è che di lei rimanga solo l’apparenza, se non l’assenza. Una sedia vuota per il convitato di pietra.
Attraverso il ribaltamento dell’espediente narrativo inventato da Pirandello con Sei personaggi in cerca d’autore, in occasione di una replica, un’autrice si ritrova sul palco abbandonata dal suo personaggio. L’illustre assente è Elena, eroina epica, invitata a parlare in prima persona della triste e famosa vicenda che la vede protagonista. Di fronte al pubblico, costretta a far le veci di colei che non si è presentata, la narratrice si troverà a dover ricostruire la vicenda biografica della principessa di Sparta, affidandone il racconto a coloro che con Elena hanno avuto a che fare. Quel che ne emerge è un processo contro colei che nei fatti è da secoli vittima di un pregiudizio. Nel corso dello spettacolo, il processo a Elena si trasformerà in un processo alla donna.

