Progetto g.g.

Rosaluna e i lupi

Liberamente tratto da Rosa Luna e i lupi di Magali Le Huche 

testo e regia Progetto g.g.

con Consuelo Ghiretti, Francesca Grisenti/Elena Gaffuri

scenografie Donatello Galloni e Ilaria Comisso,

pupazzi e decorazioni Ilaria Comisso e Emanuela Savi,

musiche Davide Zilli, Rolando Marchesini e Claudio Poldo Parrino

produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri

“C’era una volta un tempo strano, dove la luna non esisteva ancora. Un tempo dove neanche il tempo faceva il tempo. La notte era buia, non c’erano neanche stelle. C’erano solo insegne luminose, lampioni, e poco altro di più. In quel tempo senza luna, il mare era piatto, non c’erano onde né maree, gli uomini lavoravano tutto il giorno, e la sera non facevano mai le serenate d’amore. E i lupi? I lupi erano…. erano…. erano….”

Questa storia è accaduta nel Paese dei Noncontenti, in un tempo in cui la luna non esisteva ancora. La notte era sempre buia, e gli abitanti non erano mai contenti… Nel Paese dei Noncontenti sono tanti e anche di più. Lì tutto fila liscio, perché ci sono regole chiare, e un Sindaco che le fa rispettare. Ma un giorno accade qualcosa di strano, che rompe tutto quello che sembrava calmo e perfetto. Un giorno Rosaluna, inizia a fare qualcosa che nessuno aveva mai fatto. Qualcosa di proibito: inizia a cantare!

E se tutti iniziassero a farlo? E se la gente prendesse esempio da lei? Cosa accadrebbe alla calma del Paese? Rosaluna improvvisamente diventa ingombrante, disturbante. Diversa da tutti gli altri. Ma le sue note che nessuno vuole sono come miele per i lupi della foresta. E se Rosaluna attirasse anche i lupi? E se un giorno tutti i lupi per ascoltarla arrivassero in Paese? Che cosa succederà? Cosa accadrà a Rosaluna? Forse per saperlo basta alzare gli occhi e seguire un piccolo ululato. E poi guardare quella luce grande, che qualche sera si fa piena e illumina il cielo e anche tutto quello che sotto c’è. E che illumina anche noi, con le nostre paure, i nostri sogni e i nostri segreti.

“Tutti chiusero gli occhi nell’attimo esatto in cui sparì, altri giurarono e spergiurarono di non essere mai stati lì”(F. De Gregori, La donna cannone)

Lo spettacolo

Lo spettacolo racconta la storia di Rosaluna, abitante del Paese dei Noncontenti, che un giorno inizia a cantare, e viola una regola imposta dal Sindaco, e poi ancora e ancora, fino a ritrovarsi dall’altra parte, dove “non ci si va”. E in questo andare, compie un viaggio Rosaluna, per poi infine brillare in un mondo nuovo, in un modo nuovo. Come luna. Attraverso i corpi degli attori e l’uso delle maschere e del pupazzo mosso a vista, lo spettacolo vuole stimolare l’immaginario dei piccolissimi esplorando i temi della paura, del coraggio e della libertà. Libertà di essere se stessi, autori della propria vita, parte attiva del mondo. Le musiche originali si intrecciano alla tessitura drammaturgica, portando avanti la storia di chi non teme di essere quello che è. Di chi va oltre. Oltre le aspettative, la realtà, il quotidiano. La storia di Rosaluna, una piccola grande donna, capace di superare i confini di quello che c’è già. Capace di andare oltre i Noncontenti. Illuminando un po ’le loro paure e anche le loro vite. Uno spettacolo di piccole e grandi luci. Di mille fuochi. La storia di una vita. Che si compie. La storia di chi ha il coraggio di essere com’è.

“La luna è lì apposta, scompare e ricompare proprio perché se ci fosse sempre sarebbe banale. Funziona come il desiderio, che implica il cercar le stelle proprio quando non ci sono o si teme siano nascoste da qualche parte dell’universo. Funzione come speranza, che permette di andare oltre ciò che già c’è di costruire e costruirsi” (P. Crepet)

Abbiamo scelto questa storia per parlare all’infanzia, per poter dire ai piccoli e ai loro grandi di non farsi bastare nulla, di non arroccarsi, di non chiudere la porta di casa e non rimanere immobili dentro ai propri confini. Dentro al proprio villaggio. Ma di andare oltre, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Di scegliere e di crearsi il mondo proprio.

Cercatevi le vostre stelle. E prendetevi la luna. Ognuno la sua ovviamente.

Ma questa storia è vera per davvero? (Rocco, 4 anni)

Rosaluna è una fiaba, un mito moderno che, come tale, funge da ponte tra il vissuto e il cosmo, tra la quotidianità e la dimensione cosmica. Il mito è un qualcosa che ci parla di realtà che possiamo conoscere e di cose che non possiamo conoscere per diretta esperienza. Di temi di grande importanza per l’umanità. E questa storia, come un mito, permette di interrogarci, fornirci risposte, mettere in atto l’immaginazione. Che poi è ciò che il teatro da sempre desidera fare. Crediamo che oggi il mito serva più che mai, perché usare il pensiero mitico ci aiuta a capire cose che altrimenti non riusciremmo a spiegare. E permette ai più piccoli di elaborare temi di grande importanza. Rosaluna guarda alla libertà, alla possibilità di essere e scegliere. E crearsi un mondo nuovo. Pone l’accento sulla forza del pensiero creativo e sulla forza del poter essere e del poter fare, che guida la costruzione identitaria dell’individuo. E che sempre di più rischia oggi di essere anestetizzato, tarpato, messo a tacere da ciò che dall’alto e tutt’intorno ci vendono e ci distribuiscono come giusto e veritiero. Rosaluna va oltre la verità offerta e imposta. Rosaluna è forza creativa che esplode. Per questo si fa mito moderno, capace di evolvere la sua stessa natura, e di realizzarsi. Noi crediamo in questo potere e nel coraggio. Di realizzare le proprie idee ed essere autori e registi della propria vita. Crediamo nella forza creatrice che è in ogni bambino. E che vorremmo da adulti non scordare. E con questa storia vogliamo riconoscere e inneggiare a ciò che per noi significa libertà.

Cosa, cosa?”, fece il professore. “Forse noi non li educhiamo bene i nostri bambini?

Mica tanto. Primo, non li abituate all’idea che dovranno viaggiare tra le stelle; secondo, non insegnate loro che sono cittadini dell’universo; terzo, non insegnate loro che la parola nemico, fuori della Terra, non esiste…(G. Rodari, Il pulcino Cosmico)

Le parole dei bambini

Per la realizzazione dello spettacolo, abbiamo lavorato con bambini dai 3 agli 8 anni, attorno al tema della libertà. E del coraggio di scegliere. Abbiamo fatto domande e ascoltato le loro risposte, facendoci raccontare ciò che può succedere in un Paese di Noncontenti, dove la luna non esiste ancora. Ci siamo fatti spiegare ciò che si può e non si può fare. Abbiamo raccolto le loro idee, le loro visioni, contaminando la nostra storia con tutto ciò che ci hanno voluto dire e mostrare.

Fascia d’età: 3 – 8 anni
Durata: 50 minuti circa
Tecnica utilizzata: teatro d’attore e di figura

mercoledì 22 Aprile 2026 ore 10:00
giovedì 23 Aprile 2026 ore 10:00
venerdì 24 Aprile 2026 ore 10:00

Informazioni e prenotazioni: 0546 22464
teatroscuola@accademiaperduta.it

Biglietti: 5 euro