Ariele Vincenti

Marcinelle, storia di minatori

testo e regia di Ariele Vincenti
e con Francesco Cassibba, Sarah Nicolucci,
Giacomo Rasetti, Vincenzo Tosetto

scenografia Alessandro Chiti
composizioni musicali Tiziano Gialloreto
disegno luci e fonica Stefano Pierucci
costumi Agostina Imperi
aiuto regia Nicolò Marabini

produzione Alt.Academy, Teatro Stabile d’Abruzzo
si ringrazia Associazione Nazionale Vittime di Marcinelle, Museo delle Miniere di Mercurio del Monte Amiata, Filippo Ferraro Fano

Lo spettacolo ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di 4 minatori.
Dalla partenza dai propri paesi d’origine alla morte nella miniera di Marcinelle. Quando i minatori partivano, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme, fidanzate, amici e parenti che li salutavano. C’era hi era felice per loro, come amici o conoscenti, e c’era chi invece si disperava, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi, caldi e confortevoli, erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale. Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi, pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni a un superiore, veniva aspramente criticato e minacciato.

Nella miniera, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie chiamate mine alte mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique, un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori. La mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante, i carrelli carichi di carbone, i nitriti dei cavalli, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche.

Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”, così la chiamavano!

Si ringrazia
Walter Basso, autore del libro “Carne da miniera” Edizioni Scantabauchi
Paolo Di Stefano autore del libro “La Catastròfa” Sellerio editore

venerdì 15 Gennaio 2027 ore 21:00

POSTO UNICO: 15 €

Prevendite da martedì 15 settembre presso la biglietteria del Teatro Diego Fabbri (Corso Diaz 38/1), dal martedì al sabato dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 18 (festivi esclusi).
Prenotazioni telefoniche (0543 26355) negli stessi giorni dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 18.
Biglietti online (Vivaticket) disponibili da domenica 20 settembre.

Ai biglietti acquistati o prenotati telefonicamente in prevendita sarà applicato un ddp di 1 €.
Ai biglietti acquistati online sarà applicata una maggiorazione da parte del fornitore del servizio (Vivaticket).

Formula “Plus”: è possibile abbinare quattro spettacoli a scelta della Stagione Contemporaneo del Piccolo all’Abbonamento di qualsiasi rassegna della Stagione 2026/27 del Teatro Diego Fabbri, con biglietti scontati del 50%.

Biglietteria serale presso Teatro Piccolo a partire dalle ore 20.

La Direzione del Teatro si riserva di apportare modifiche che cause di forza maggiore imporranno. Le date degli spettacoli sono definitive al momento dell’uscita di questo programma salvo variazioni non dovute alla volontà della Direzione stessa: in tal caso ne verrà data comunicazione riportando le correzioni in forma telematica o a mezzo stampa (oltre che nelle bacheche del Teatro).