Vivere all'italiana sul palcoscenico

Il progetto Meeting Points - Punti d'incontro co-prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri, Théâtre du Gros Mécano (Québec City, Canada) e Segni d’infanzia associazione artistica e culturale
in collaborazione con Atrium de Chaville (Parigi), Musée National des beaux-arts du Québec, Benaki Museum (Atene) è stato selezionato per Vivere all'italiana, festival del palcoscenico con 39 spettacoli di teatro, danza e circo contemporaneo in formato video.

Allo spettacolo dal vivo e alle arti performative, settori particolarmente colpiti dall’emergenza da coronavirus, è stato dedicato questo importante progetto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nato con l’obiettivo di sostenere la ripartenza dell’industria culturale.

Meeting points scritto e diretto a quattro mani, è frutto di una co-produzione internazionale dedicato a un pubblico dai 7 anni in su. Un divertente percorso a ritroso fra i rami degli alberi genealogici e le migrazioni che hanno costruito la storia dell'umanità, per scoprire che, da sempre, la nostra identità è un patchwork di storie, parte di una Storia più grande di noi, di cui ciascuno è unico e indispensabile tassello. Meeting points è anche un patchwork di lingue a cavallo tra italiano, francese e inglese, pensato per ricreare nello spettatore quella sensazione di spaesamento che spesso vive chi arriva in un contesto linguistico che non gli appartiene.

Due personaggi si incontrano in un luogo senza spazio e senza tempo. Lui è un antropologo, lei una venditrice di souvenir, di coperte patchwork. Si trovano entrambi per motivi di lavoro in un luogo di passaggio: un aeroporto. Non parlano la stessa lingua ma pian piano costruiscono un vocabolario comune, comunicando con sguardi, gesti e parole semplici. Lui sta allestendo una mostra sul “Grande viaggio dell’Umanità”, lei la sua bancarella e ogni oggetto che compare in scena racconta qualcosa della loro storia privata, della Storia dell’umanità. Perché ogni oggetto è, o può diventare, un simbolo e raccontare tanto la storia dell’Uomo quanto le avventure di famiglia. L’incontro presto si trasforma in un gioco teatrale dove adulti e bambini sono coinvolti nella riflessione che porta a scoprire, in qualche modo e per mille motivi, che abbiamo sempre viaggiato e siamo tutti fatti di pezzetti di colori diversi che rappresentano le nostre culture, tutte connesse da un grande filo rosso che è la nostra natura di popolazioni migranti, a partire da Lucy: la nostra prima antenata.

Scritto e diretto da Cristina Cazzola e Carol Cassistat 
Con la collaborazione di Lucio Diana
In scena Sara Zoia e Daniele Tessaro
Scene e luci Lucio Diana
Video animazioni grafiche Giulia Agatea
Musiche originali Nicolas Jobin

 

Il video integrale dello spettacolo è disponibile sul canale Vimeo
di Italiana. Lingua Cultura Creatività nel Mondo
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